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Piazza Duomo è chiaramente il salotto buono della città di Messina; su di essa si affacciano il Duomo, Basilica Cattedrale Metropolitana ed il campanile con il suo orologio astronomico semovente che alle ore 12 di ogni giorno, mette in movimento figurazioni e passaggi della storia civile e religiosa della città; inoltre nella piazza si erge la fontana di Orione del Montorsoli, collaboratore di Michelangelo Buonarroti, che utilizzò alcune idee dello stesso Michelangelo e fu coadiuvato dallo scienziato e dotto messinese: Francesco Maurolico, realizzando così la più bella fontana del Rinascimento europeo.

La storia del Duomo e della sua piazza, ripercorre l’intera Storia di Messina, fin dall’antichità più remota; si ha notizia che i Greco Calcidesi in questo posto, nell’ ottavo secolo avanti Cristo, avessero eretto un altare e costituito un Campo Sacro, dove si riponevano delle targhette di argilla coi nomi dei defunti della loro etnia ed ogni anno si leggevano i nomi dei defunti in una apposita cerimonia. 

Durante il periodo imperiale romano sorgeva negli stessi luoghi un tempio, forse dedicato a Giunone, ma sicuramente poi trasformato durante l'Impero di Giustiniano I in basilica cristiana, sotto il pontificato di Papa Bonifacio II per opera di Belisario nell'anno 530 d.C.

Il sito fu sempre luogo sacro, solo temporaneamente dissacrato nel periodo della dominazione mussulmana che della basilica precedente, bizantina e romana, ne fecero una caserma ed una stalla per la cavalleria, con annessa moschea.

I Normanni e gli Svevi ricostruirono il tempio nel disegno attuale; dopo la profanazione saracena esso fu riconsacrato nel 1197 alla presenza dell’imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VI e della moglie, la regina di Sicilia Costanza D’Altavilla. Nel periodo della ricostruzione ed in attesa della riconsacrazione, le funzioni di cattedrale cattolica vennero svolte dalla chiesa di San Nicoló all'Arcivescovado.

Nel corso del tempo il Duomo fu danneggiato e ristrutturato diverse  volte, per incendi e terremoti.
La struttura del tempio fu rinnovata quasi completamente e resa antisismica dopo il terremoto del 28 dicembre 1908, essa conserva poco delle opere d’arte che nei secoli si erano stratificate al suo interno, ha il secondo organo d’Italia (dopo quello di Milano) con 5 tastiere, 170 registri e 16.000 canne.

Nel 1943 fu bombardato dagli Anglo Americani con bombe incendiarie che ridussero in cenere molte opere d’arte, tra cui le statue dei santi dell’Apostolato del Montorsoli, lasciando in piedi solo la struttura in cemento armato.

Il campanile del duomo, ricostruito dopo il terremoto del 1908, grazie alla volontà dell'Arcivescovo Mons. Angelo Paino, secondo i piani progettuali e tecnici di Théodore Ungerer e Frédéric Klinghammer, è considerato il primo orologio astronomico al mondo per complessità e dimensioni.

Opere di pregio subito visibili dall'esterno sono la facciata in marmi policromi e le fasce di bassorilievo che rappresentano il susseguirsi dei mesi dell’anno, i mestieri ed i lavori dei campi; ricomposte dopo il disastroso terremoto del 1908, sono di epoca tardo medievale, mentre il portale principale, in stile gotico, molto ricercato nella fattura è del 1412,  opera di Antonio Baboccio da Piperno caratterizzato da una solida ed armonica impostazione di eleganti colonnine tortili con intrecci di motivi ornamentali e figure di santi.

All’interno della Basilica vi é l’editto della regina di Sicilia Costanza d’Altavilla, datato 1198 che concede il porto franco alla città di Messina, nella sua versione scolpita in marmo, frantumata dal terremoto del 1908, fu ricomposta e tradotta nel 2007 da tre cultori di storia patria della città: Daniele Espro, Daniele Rizzo ed Aurora Smeriglio per essere poi restaurata dal Prof. Ernesto Geraci del Museo Regionale di Messina e posta presso il Trono Arcivescovile vicino all'altare principale nel 2017.

Infine è d’obbligo una visita al tesoro del Duomo dove si possono ammirare lavori di alta scuola argentiera ed orafa messinese dal Medio Evo al 1600 e 1700, tra cui il pezzo più prezioso che è la manta d’oro della Madonna della Lettera, commissionata nel 1668 dal Senato Messinese all’orafo fiorentino Innocenzo Mangani.

Si consiglia anche una visita alla torre campanaria, per osservare il funzionamento dei meccanismi dell’orologio; l'edificio con ingresso sulla piazza del Duomo è infatti visitabile dall'interno tramite un accesso guidato che, salendo in cima, porta all’incantevole vista dell’intera città e dello Stretto di Messina.

Messina 14 agosto 2019, scritto da Antonio Cattino.

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